PROGRAMMAZIONE CINEFORUM
Prima serie di cineforum “Critica sociale e politica”
7 aprile 2005
“Il bacio del
dragone” di Luc Bresson
Il film affronta apparentemente un problema di corruzione, ma esiste anche una
lettura più complessa e più profonda che ogni spettatore deve
ricercare. Ampi spazi di critica sociale. Buono il discorso narrativo e il livello
di azione. Gli appassionati di arti marziali possono gustare azioni e stili
di ottimo livello
14 aprile 2004
“L’Amerikano”
(“Under state of siege”) di Costa Gavras
Film sostanzialmente politico che trae spunto dalla vicenda autentica della
spia della CIA Dan Mitrione catturato e giustiziato dai Tumaros in Uruguay negli
anni ’70. L’azione è vivace e il ritmo serrato. Ottimo il
livello di informazione sul modo di agire dell’imperialismo americano.
21 aprile 2005
“The experiment”
di Oliver Hirschbiegel
Film tedesco di denuncia dell’irrazionalità di certo tipo di sperimentazione
scientifica, ma fa emergere anche delle problematiche strutturali alle funzioni
degli apparati repressivi dello Stato. Film dal ritmo incalzante, molto vedibile
ma anche irritante … per chi non ha simpatia per le sbarre.
28 aprile 2005
“Battle Royale”
di Kinji Fukasako
Film giapponese di altissimo livello. La critica sociale è pungente ed
ironica, il discorso politico è sostanzioso anche se sotterraneo, ma
il film non è privo di poesia. Alcuni aspetti sono legati alla tradizione
e alla storia giapponese (una utile illustrazione per chi non la conosce), ma
si sbaglia se si pensasse che riguardi solo il Giappone. Non ti fa staccare
gli occhi dallo schermo, peccato che l’odio antiproletario dei distributori
di film ha fatto sì che non fosse doppiato in italiano; si devono leggere
i sottotitoli.
5 maggio 2005
“Il fratello
grande” di A. Balabanov
Film russo d’azione. In questo film irrompe violenta una visione delle
cose sostanzialmente diversa da quella a cui siamo abituati. La concezione politica
del socialismo emerge in continuazione e fa a cazzotti con l’occidentalismo
imperialista dilagante anche in Russia. Per riflettere ce n’è davanzo.