CHI SIAMO-
Video 2004 (Zonadombra)
IL KOLLATINO UNDERGROUND: UNA PRESENTAZIONE
COS’È
Il Kollatino Underground è una associazione culturale nata nel VI Municipio di Roma nell’autunno del 2001 con l’intenzione di recuperare uno spazio pubblico per destinarlo ad attività culturali di ogni genere. Tale iniziativa probabilmente trae spunto dalle difficoltà di espressione creativa che le giovani generazioni di questa periferia metropolitana sono solite incontrare negli anni di crescita. Sono molti infatti gli ostacoli “strutturali” che spesso frenano le ambizioni di giovani: pensiamo al degrado degli edifici scolastici, alla disaffezione allo studio, alla mancanza di punti di aggregazione e di svago creativo, alla diffusa e crescente decadenza dei valori della convivenza, all’esclusione dalla vita di quartiere di una rilevante quota di giovani , all’attaccamento eccessivo e univoco ai beni di consumo come soli obiettivi di vita, alla consapevolezza passiva e incomprensibilmente orgogliosa, quindi, dell’essere di periferia.
Il Kollatino Underground è un progetto venuto alla luce grazie alla tenacia di alcuni ragazzi che a Roma Est sono nati e cresciuti e che mai si sono arresi all’idea di realizzare qualcosa di proprio nel proprio territorio. L’esigenza di istituire uno spazio aggregativo libero e capace di dar sfogo alle legittime esigenze di realizzazione artistico-culturale attribuibili ai giovani di ogni tempo, ha così trovato una sua spontanea realizzazione nel progetto Kollatino Underground.
Sin dall’inizio – nell’autunno del 2001 – il gruppo promotore non ha mai smesso di disegnare idealmente il fabbricato fatiscente dell’ex Giorgi di via Sorel 6, modellandolo proprio su quei bisogni insoddisfatti patiti in età giovanile.
DOV’È
Dalla fine degli anni ’60, la nascita di nuovi quartieri a fianco delle vecchie borgate, ha prodotto una sinergia che senza dubbio ha disatteso le aspettative dei pianificatori di allora: la Nuova Roma Est nata dalla legge 167 e dai conseguenti piani PEEP – i Piani di Edilizia Economica e Popolare -che doveva risanare le vecchie borgate, si è sviluppata secondo poche e deboli idee di sviluppo: la prosperità economica, l’istituzione di parchi, l’architettura più dolce dei palazzi, l’ossessiva predominanza degli sviluppi commerciali, hanno generato “scatole vuote”, in cui la vivacità giovanile è stata spesso soffocata dalle esigenze degli adulti. Probabilmente l’istituzione di un punto di aggregazione giovanile multifunzionale non avrebbe portato grossi guadagni sul breve periodo, ma certamente avrebbe favorito la creazione di un capitale sociale che spesso fa la differenza tra un vero quartiere e un semplice agglomerato urbano. Poco – troppo poco sosteniamo noi - si è fatto e pensato per i bisogni delle nuove generazioni che ne diventeranno l’anima e la cittadinanza futura: non un teatro, non una sala prove, non uno spazio ricreativo in grado di convogliare e sprigionare le espressioni creative in progetti durevoli e formativi. L’attenzione è stata volta alle esigenze di quei giovani adulti che da pionieri hanno popolato negli anni ’70 e ’80 queste zone bonificate dalla “marana”; ai bisogni dei ragazzi probabilmente si sarebbe pensato in futuro…
Oggi quei ragazzi sono cresciuti e il Kollatino deve essere visto anche come rivalsa di quella generazione vissuta sui muretti e sulle panchine, spesso abbandonata alla noia di interminabili stagioni di staticità e rintanamento. Per chi non ha accettato queste condizioni l’epilogo non è stato migliore: cittadini del domani cresciuti senza identità locale, senza appartenenza di quartiere, soli nelle proprie stanze ad aspettare l’età del distacco dalla periferia. A tutto questo qualcuno ha saputo tenacemente resistere mosso dalla volontà di realizzazione e di codivisione.
LE DIFFICOLTÀ
Come si può facilmente immaginare le difficoltà fin qui riscontrate sono state molte sia per quanto concerne la scarsità delle risorse umane ed il turn over che un’iniziativa come questa indubbiamente implica, sia e soprattutto per quanto riguarda le risorse finanziarie. Contrariamente a quanto si può immaginare, però, la persistente indigenza economica che ha accompagnato questi anni di lavoro non ha mai lasciato spazio allo scoramento: la volontà di proseguire e di trovare nuove vie possibili per andare avanti, la solidarietà di una cerchia di amici sempre più numerosa che ha aderito con entusiasmo alle iniziative di finanziamento intraprese e la sostanziale convinzione dell’opportunità del progetto, hanno sempre prevalso sulla tentazione dell’abbandono. Tutto questo a fronte di una situazione obbiettivamente difficile e controversa, di uno spazio interrato, ancora freddo e chiuso in una strada senza uscita.
LE ATTIVITÀ
Le spese per i lavori strutturali quali tubature, impianti elettrici e tinteggiatura sono state sostenute attraverso l’autotassazione, ma soprattutto mediante le numerose iniziative che in questi anni hanno fatto conoscere il Kollatino Underground nei quartieri circostanti. Ai primi tornei di calcetto nella palestra risalenti ai primordi, abbiamo potuto gradualmente aggiungere nuove attività, parallelamente alla liberazione degli spazi dall’immondizia accumulata; abbiamo organizzato cene sociali, proiettato film e partite di calcio, messo in contatto interpreti delle arti marziali praticate in zona, organizzato seminari, creato un piccolo bar e quant’altro poteva consentirci il reperimento di denaro, pronto per saldare debiti e per essere investito. Insomma, il Kollatino Underground è un’esperienza che viene da sottoterra, ma che dimostra che pur non disponendo di grandi risorse, con la volontà si possono ottenere dei risultati. La capacità di fare molto con poco ci sprona a proseguire su questa strada, con la consapevolezza maturata dall’esperienza che è sull’efficienza degli investimenti che si fondano progetti duraturi.
I PROGETTI
Il gruppo promotore dell’iniziativa Kollatino Underground non chiude le porte pregiudizialmente a nessuna idea che sia conforme allo spirito per cui nasce: così si sono concretizzati progetti quali lo spazio teatrale e la polisportiva nella palestra; sono in cantiere iniziative musicali, una sala prove, corsi di teatro, fotografia, montaggio e la creazione di uno spazio dedicato ai laboratori artigianali. Vi è inoltre l’idea di realizzare un Baby Parking a prezzi popolari che in parte potrebbe alleggerire l’emergenza asili nido che affligge la città e le sue periferie. Vi è, infine, un progetto avanzato per la realizzazione di un ostello a Roma Est che probabilmente verrà accantonato per la mancanza di spazi, ma che rimane “in cassaforte” in vista di nuove opportunità. Tutto questo a dimostrazione che le idee non mancano e la recettività del posto ha già dato i suoi frutti facendo confluire una quantità di idee e di persone per molti inaspettata.
PERCHÈ SOSTENERE IL KOLLATINO
Certamente il Kollatino Underground vuol essere un soggetto aperto e non settario. L’esperienza fin qui maturata ha dimostrato ampliamente il coinvolgimento di competenze e personalità anche molto distanti. L’obiettivo è la creazione di uno spazio fruibile da tutti coloro ne condividano le finalità. È nostra profonda convinzione che esso possa giocare un ruolo importante di sbloccamento di energie latenti che a loro volta potrebbero generare nuovi spazi simili e complementari, attivare forze finora sopite, incentivare la passione per le arti e la fruizione di una cultura libera e di base, svolgere una funzione sociale di prevenzione all’esclusione sociale e all’anomia giovanile.
Inoltre in quartieri nati su edilizia convenzionata per dipendenti pubblici, in una città soffocata da tassi di disoccupazione che in queste zone toccano punte vicine a quelle del Mezzogiorno, in un contesto culturale e artistico unico che solo una città come Roma è in grado di fornire, l’esistenza di spazi come questo può realmente ampliare lo spettro delle prospettive di lavoro per molti giovani, può catalizzare energie, accompagnare scuole o centri di formazione, favorire percorsi di crescita civica, far emergere l’impresa sociale come un soggetto originale e innovativo in un mare di attività commerciali.
L’idea è di collocarci all’interno di network che propongono iniziative simili nella città, dalle altre periferie al centro, far valere la propria identità aprendo alla periferia “chiusa” per antonomasia orizzonti sempre più ampi. Si tratta di dar vita ad un processo mirato al progresso civico della zona e alla valorizzazione del capitale sociale ed umano finora soffocati dalla prepotenza dell’urbanistica speculativa.
Il cuore pulsante della periferia-est di Roma non è ancora pronto a spegnersi e a gettarsi alle spalle la propria storia. Non dimentichiamo da dove veniamo ed è proprio per questo che serenamente e fermamente vogliamo determinare il nostro futuro.
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