L'Altra Cervelletta

Il 14-15-16 luglio in occasione della rassegna “L’Altra Cervelletta”, il Kollatino Underground ha cominciato a raccogliere “in superficie” i primi frutti di un duro lavoro volontario che si protrae da anni: finalmente abbiamo potuto rendere visibili le nostre attività e i nostri intenti. Abbiamo ospitato una rassegna cinematografica di elevato spessore culturale, una splendida mostra fotografica, teatro, musica e abbiamo dialogato con associazioni di zona impegnate sui temi dell’Altra Economia. Una rassegna breve e organizzata in poco tempo, ma che ha dato chiari segni di una qualità nell’offerta culturale che ci proponiamo e che intendiamo perseguire.

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L’Altra Cervelletta

 

Si è svolta nel casale del Parco naturale della Cervelletta  durante le roventi giornate estive la prima edizione de "L'Altra Cervelletta",  rassegna di cinema, musica, teatro e fotografia organizzata in collaborazione dalle associazioni culturali "Insieme per l'Aniene" e "Kollatino Underground" e dalla bottega dell'equo e solidale "Tutti giù per Terra", con il patrocinio del V Municipio.
L'area della Cervelletta, che fa oggi parte della Riserva naturale della Valle dell'Aniene, è un'oasi di verde  sfuggita alla speculazione edilizia della periferia orientale romana anche grazie al tenace lavoro dei volontari di "Insieme per l'Aniene", che da anni si impegnano per la sua tutela e la sua valorizzazione. L'incontro tra quest'ultima associazione e le nuove realtà giovanili  "Kollatino Underground" e "Tutti giù per Terra" ha dato vita ad una iniziativa di notevole spessore culturale. Gli organizzatori hanno cercato di conciliare l'attenzione alla qualità del programma con il proposito di offrire uno spazio alle tante espressioni artistiche concepite nel territorio e spesso destinate all'oblio, prive come sono di occasioni in cui possano essere notate.  A tale proposito il casale della Cervelletta è sembrato essere una collocazione ideale, in cui gli intenti comunicativi degli eventi sono stati amplificati dal fascino insito nel contesto in cui sono andati in scena, creando un'atmosfera piacevolmente ricca di spunti di riflessione.

La prima giornata, come le altre, si è aperta nel tardo pomeriggio con la ludoteca ambientale organizzata da alcuni operatori del WWF. Nell'ampio ambiente della ex-mangiatoia era stata invece allestita la mostra fotografica "Il senso di un luogo", un ideale percorso fatto di immagini e di parole per capire come le esperienze personali di tutti coloro che l'hanno conosciuto possano contribuire a creare l'identità di un luogo.  Poco dopo il tramonto, nel cortile del casale è stato proiettato "Diario di un maestro", film-documentario di Vittorio De Seta del 1972, dove si narra dell'incontro tra i ragazzini d'una classe elementare di Tiburtino e un maestro diverso dagli altri, che svolge il suo lavoro con passione e che invece di considerarli già perduti in partenza, scende dalla cattedra, nel tentativo di instaurare un rapporto e di accendere in loro la luce di una speranza. A seguire, in una sorta di continuum temporale, è stato proposto "I Malestanti", documentario del 2003 in cui gli autori (Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Claudio Venditti)  sono andati a scovare i volti oramai adulti dei ragazzini del film di De Seta, interrogandoli sull'esperienza del "Diario" e raccogliendo le  storie delle loro vite.  Il pubblico, vista l'ora tarda, s'era già assottigliato quando il collettivo L.E.M.O.N. ha proposto una interessante sperimentazione audio-visiva, "Week end Inside".     

Nella seconda serata è stato proiettato "Sbatti il mostro in prima pagina" di Marco Bellocchio, con l'indimenticabile Gian Maria Volontè nel ruolo di un cinico direttore di giornale, a cui è seguito il concerto jazz dei "7 Tic". Nelle sale del primo piano del casale, intanto, continuava l'esposizione di oggetti di arredamento provenienti dal mercato equo e solidale e cominciava una rassegna di interessanti cortometraggi autoprodotti. Tra questi ultimi, "Inside Out", girato e montato dai ragazzi del Laboratorio Cinematografico dell'Istituto d'Arte Sacra di Tiburtino III (un progetto ideato e curato dagli stessi autori de "I Malestanti"). Il corto racconta l'evolversi del rapporto tra i ragazzi e la macchina da presa: l'iniziale diffidenza si trasforma a poco a poco nella consapevolezza  delle possibilità offerte dallo strumento, e nasce così la curiosità di indagare la propria realtà e il mondo circostante, lo stesso mondo dal quale, al contrario, spesso a quell'età si tende ad isolarsi.
La terza ed ultima giornata era dedicata alla figura di Pier Paolo Pasolini:  sono stati proiettati "La ricotta", episodio girato da Pasolini per "Rocopag", e il cortometraggio di Daniele Vicari "Morto che parla", in cui Mario Cipriani, l'ormai anziano protagonista de "La ricotta", instaura un onirico dialogo con lo scomparso amico Pier Paolo, che per il breve periodo delle riprese del film lo ha sollevato dall'anonimato della borgata, per poi lasciarlo tornare alla sua vita di sempre, a rimpiangere un'illusione passata. Ha chiuso la serata e la manifestazione lo spettacolo teatrale "Appunti 55 bis", della compagnia "L'Alchimetria".

L'affluenza del pubblico non è stata così massiccia come forse ci si poteva aspettare, ma si è comunque mantenuta su un buon livello nel corso di tutte e tre le giornate; del resto non bisogna dimenticare che l'inziativa ambiva a differenziarsi dalle tante manifestazioni di puro intrattenimento che affollano l'estate della capitale, proponendo piuttosto una programmazione inconsueta, aperta alle contaminazioni di diversi linguaggi espressivi. Visto che, come indicato nel manifesto di presentazione, "L'Altra Cervelletta  ha l'ambizione di affermarsi nel territorio e nel tempo", non ci resta che attendere fiduciosi la prossima edizione. Per ora serbiamo viva l'immagine del cortile del casale sormontato dall'antica torre di guardia, con il cielo stellato a fare da tetto e la luna che spunta oltre lo schermo in cui scorre il film proiettato. Speriamo non debba rimanere solo un ricordo.   

 Marco Cappelli

Articolo pubblicato sul numero Agosto-Settembre de L’Occhio – il giornale della Città Tiburtina.